Livia's profile*The end has no end...*PhotosBlogLists Tools Help

Livia

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Solo il più sciocco in una nazione di sciocchi poteva pensare a una cosa così scioccamente sciocca*e poi frustata*

*On air:Varanasy Baby*

*Daily soundtrack*

Shinystat|true|

*The end has no end...*

...dentro i miei vuoti puoi nasconderti...

*Angoli di mondo* -Gange-

June 27

Ho deciso di non scrivere più.

...era chiaro già da un po', dalla piega che aveva preso (sì, troppe immagini e canzoni), ora è esplicito.
Brutto modo di chiudere a dir la verità, speravo in qualcosa di maggior effetto, ma non mi è venuto nulla di meglio. Solo una constatazione: avrei dovuto farlo prima, probabilmente! E francamente, spero di non cambiare idea!
April 18

Inní Mér Syngur Vitleysingur

Á silfur-á
Lýsir allan heiminn og augun blá
Skera stjörnuhiminn
Ég óska mér og loka nú augunum
Já, gerðu það, nú rætist það
Ó nei

Á stjörnuhraða
Inni í hjarta springur, flugvélarbrak
Ofaní jörðu syngur
Ég óska mér og loka nú augunum
Já, gerðu það, lágfara dans
Allt gleymist í smásmá stund og rætist það
Opna augun
Ó nei

Minn besti vinur hverju sem dynur
Ég kyngi tári og anda hári
Illum látum, í faðmi grátum
Þegar að við hittumst
Þegar að við kyssumst
Varirnar brenndu, höldumst í hendur
Ég sé þig vakinn
Ég sé þig nakinn
Inní mér syngur vitleysingur
Alltaf þið vaða, við hlaupum hraðar
Allt verður smærra, ég öskra hærra
Er er við aða, í burtu fara

Minn besti vinur hverju sem dynur
Illum látum, í faðmi grátum
Ég kyngi tári og anda hári
Þegar að við hittumst
Þegar að við kyssumst
Varirnar brenndu, höldumst í hendur
Ég sé þig vakinn
Ég sé þig nakinn
Inní mér syngur vitleysingur
 
 

  

Traduzione in inglese:

A silver river
Illuminates the whole world and blue eyes
Cut the starry sky
I make a wish and now I close my eyes
Yes, do that, may it now come true
Oh no

At the speed of the stars
Inside my heart explodes, an airplane rumble
Cracked open the earth sings
I make a wish and now I close my eyes
Yes, do that, a little dance
Everything is forgotten in a bliss, and may it come true
I open my eyes
Oh no

My best friend whatever may happen
I swallow a tear and breathe in your hair
Making a ruckus, we cry on each other's arms
When we meet
When we kiss
Lips burning, holding hands
I see you waking up
I see you naked
Within me a lunatic sings
Always you wade, we run faster
Everything becomes smaller, I scream louder
Am about to wade, going away

My best friend whatever may happen
Making a ruckus, we cry on each other's arms
I swallow a tear and breathe in your hair
When we meet
When we kiss
Lips burning, holding hands
I see you waking up
I see you naked
Within me a lunatic sings

March 26

Un mese e più

Non lo aggiorno più 'sto blog. Non c'è niente da fare. E' che vorrei, ma poi PUNTUALMENTE non mi va di scrivere, o non so bene cosa scrivere, o non so come scriverlo, o penso a chi leggerà cosa, sempre ammesso che qualcuno legga qualcosa, e mi autolimito. Mi piace rileggerlo, ogni tanto, lo ammetto. E mi piace riguardare le foto. Ma questa non è una novità, adoro le foto da sempre e mi dispiace un po' che ultimamente ne faccio meno di quante ne facessi in passato.
Inoltre, non capisco come mai explorer (ODIO!) si blocca ogni tanto, all'improvviso... puff! Sì, stasera mi sto palesemente annoiando, of course. Altrimenti non scriverei cose apparentemente insensate di questo tipo. E' che scrivere, anche scrivere il nulla, allontana altri pensieri, di qualsiasi tipo, e allontana anche un po' la noia, almeno un minimo. Perché non ci sono chissà quali pensieri a cui pensare (passatemi il giro di parole), è sempre la noia. O almeno credo.
February 23

Fingendo la poesia - Marlene Kuntz

Una carezza si corica
sulle creste agitate dell'oceano:
stelline d'oro si accendono
e pare il chiasso di una galassia magica.

Franta e rifratta si aduna in una corsia
la luce che il sole disegna andando via.

Stanno due palme dove termina
quella striscia di perline che galleggiano:
fronde fuori fuoco gialleggiano
come fuse nell'oro che le illumina.

Anche un gabbiano che passa per quella via
per un istante si indora con la sua scia.

Ti prego, taci. Volgi gli occhi fin là
e resta con me a guardare.
Preferisco così
e non mi chiedere
a cosa penso: è inutile.
Preferisco così, ti prego, non insistere.


Una carezza si corica
sul mio viso che interpone il suo velo,
sperdo lo sguardo in fondo al cielo
e ti resta una faccia fotogenica.

Se solo fosse stato ieri, sai
nel metallo prezioso eri un'effige
ma oggi - la mia maschera non dice -
lì ti fondi e per me non tornerai.

Guardo nel sole che fugge e mi porta via,
guardo nel sole fingendo la poesia.
 
Ti prego, taci. Volgi gli occhi fin là
e resta con me a guardare.
Preferisco così
e non mi chiedere
a cosa penso: è inutile.
Preferisco così, ti prego, non insistere
February 19

Sessione d'esame barzelletta (sottotitolo: ma chi me lo fa fare!)

A volte uno ride e scherza, perché se non ci ride su si fa prendere dal nervosismo, e direi che non è il caso! Ma questa sessione d'esami, per come sta andando, ha davvero del tragi-comico. Ma procediamo con ordine, please. Era circa il 30 di gennaio, ed io dovevo sapere finalmente il voto dell'esonero di filologia (fatto il 18 dicembre, ma non stiamo a sottilizzare), e dopo una mezza giornata il responso: insufficiente. Colta un po' di sorpresa, in realtà, un po' (parecchio) presa dallo sconforto, visto che avevo già dato l'orale ma non era andato bene, mi rassegno all'idea di portar di nuovo tutto orale... se non che ci son due vocine che mi dicono "vai al ricevimento, vedi gli errori almeno!"... dando retta a queste due vocine vado al ricevimento, dove tra risa e scambi di battute tra due prof ricevo il verdetto "oh, 30 e lode!"... no un momento O____O... quanto??? ma non era insufficiente? "come insufficiente, fammi controllare... ah sì, devo averti messo il voto di un altro!"
...è incredibile, ma ce n'è ancora! volevo dare l'orale di un altro esame, storia della scienza, il 9, ma è il 7 e i voti non ci sono, quindi forse è il caso di darlo al secondo appello, magari ho anche il tempo di ripassar qualcosa se lo scritto è andato male... ma è il 19, sono le 17 passate, e dei voti non c'è ombra!
Poi arrivano le 18, e FINALMENTE i tanto attesi risultati escono... peccato che il mio sia un nome, senza voto!!!
(nel frattempo, per la cronaca, attendo via mail il voto del secondo esonero di filologia, ma anche lì non vi furono risposte!)
Meglio prenderla con una risata, non vedo alternative!!
February 09

Della colpa e della Pena

"Spesso vi ho sentito parlare di qualcuno che commette un errore come se non fosse uno di voi, ma una persona estranea a voi e un intruso nel vostro mondo.
Ma io dico che proprio come il santo e il giusto non possono elevarsi oltre ciò che vi è di più elevato in ognuno di voi, così il malvagio e il debole non possono cadere al di sotto di ciò che vi è pure di più infimo in ciascuno di voi.
E come una singola foglia non ingiallisce se non con la silenziosa consapevolezza di tutta la pianta, così il malfattore non può compiere il male senza la volontà nascosta di voi tutti.
Voi camminate insieme, come in processione, verso il vostro io divino. Siete la via e i viandanti.
E quando qualcuno di voi cade, cade a favore di chi sta dietro di lui: un ammonimento della presenza della pietra che è all'origine dell'inciampo. Sì, e cade per chi gli sta davanti che, sebbene abbia piedi più veloci e sicuri, non ha tuttavia rimosso quella pietra."
-Gibran "Il profeta"-

questa notte mi ha aperto gli occhi - Jonathan Coe

Ho finito da poco di leggere l'ennesimo libro di Jonathan Coe. Questa volta si trattava di "Questa notte mi ha aperto gli occhi", ovvero l'ultimo in ordine di pubblicazione. Devo dire che non è stato il mio preferito, certo, ma questo non vuol dire che non l'abbia apprezzato. Ma andiamo con ordine. Partiamo proprio dal titolo "Questa notte mi ha aperto gli occhi". Come titolo è senza dubbio pertinente, certo, ma perché allontanarsi totalmente dal titolo originale, che era "The dwarves of death", che sarebbe "I nani della morte" (e qui mi viene in mente la copertina dell'album, ce l'ho proprio stampata in testa). Forse il motivo potrebbe essere, in effetti, il fatto che in questa edizione è inserito anche un racconto breve, che presenta il protagonista anni dopo. Ciononostante, avrei preferito che il titolo fosse quello originale. Il libro senza dubbio è ben costruito, la storia sta in piedi e la narrazione ci trasporta attraverso l'alternarsi dello scorrere della memoria e del tempo attraverso vie tuttaltro che scontate, e quando pensiamo di aver capito tutto, ecco che d'improvviso ci rendiamo conto di quanto poco abbiam compreso. Eppure è tutto lì, ogni dettaglio ad indicare l'evidente conclusione, ogni pezzo del puzzle al posto giusto, tutto chiaro. Una volta giunti alla spiegazione finale, però. E poi c'è il protagonista, che è il classico protagonista alla Jonathan Coe, e devo dire che per certi versi mi resta sempre difficile non immedesimarmici, riesco sempre a trovare in quei personaggi una qualche, seppur vaga, somiglianza. Ma forse è proprio questo che ci spinge a scorrer le pagine con sempre crescente curiosità.
February 01

Subsonica - Mammifero

Oggi rubo il fiato alle mie ansie, perciò
Se guido in fretta sotto il sole, giusto perché
Necessito contatto fisico più che intimo e subito.

No complicazioni, zero o poca teoria, non più
Discorsi oziosi e gente in posa, ma solo
Voci amiche, caldi sguardi e voglia di disconnettermi…confondermi.

Quando il mammifero è ciò che ti resta di me
A corpo libero, in tutto l’istinto che c’è.
Solo un mammifero è ciò che ora cerco da te.
Vivo compulsivo e senza più gravità.

Oggi non mi voglio critico. Neanche necessariamente lucido.
Solo muovermi sudando disarticolato, confondermi distinguermi.
Voglia di ballare, però forse non so non dirmi cosa fare, perché non lo farò.
Su onde cerebrali a corpo libero tutto il tempo che tempo non è…
January 27

Song to say goodbye (thanks to shampa!)

You are one of God's mistakes,
You crying, tragic waste of skin,
I'm well aware of how it aches ,
And you still won't let me in.
Now I'm breaking down your door,
To try and save your swollen face ,
Though I don't like you anymore,
You lying, trying waste of space..

It's a song to say goodbye
It's a song to say goodbye
It's a song to say...

Before our innocence was lost,
You were always one of those ,
Blessed with lucky sevens ,
And the voice that made me cry .
My Oh My.

You were mother nature's son ,
Someone to whom I could relate ,
Your needle and your damage done,
Remains a sordid twist of fate.
Now I'm trying to wake you up ,
To pull you from the liquid sky ,
Coz if I don't we'll both end up ,
With just your song to say goodbye.
My Oh My.

A song to say goodbye,
A song to say goodbye ,
A song to say...

Before our innocence was lost,
You were always one of those,
Blessed with lucky sevens,
And the voice that made me cry.

It's a song to say goodbye
January 13

La fine del mondo - Il bosco

Sempre con gli occhi chiusi, pensai alla ragazza della biblioteca. Ma più pensavo a lei, più cresceva dentro di me il senso di perdita. Non riuscivo a capire cosa lo generasse e perché, ma era puro rimpianto, non c'era dubbio. Come se stessi perdendo di vista qualcosa che la riguardava. Lo stessi perdendo in continuazione.
La incontravo ogni giorno, tuttavia nemmeno questo poteva riempire il vuoto dentro di me. Quando leggvo i vecchi sogni in una stanza della biblioteca, lei mi stava sempre accanto. Cenavamo insieme, prendevamo insieme qualche bevanda calda, poi io l'accompagnavo a casa. Camminando parlavamo di tante cose. Lei mi raccontava della sua vita di tutti i giorni, del padre e delle sue due sorelle.
Dopo averla accompagnata fino al portone ed essermi separato da lei, sentivo il rimpianto farsi ancora più forte. Non riuscivo in alcun modo a porre rimedio a quell'impressione di fallimento. Era un pozzo troppo profondo, troppo buio, non c'era quantità di terra che potesse riempirlo.
Mi dicevo che il senso di perdita doveva essere legato in qualche modo alla scomparsa dei miei ricordi, ne ero certo. La mia memoria cercava qualcosa in quella ragazza, ma io stesso non sapevo rispondere, e quella mancanza a poco a poco avrebbe lasciato nel mio cuore un vuoto difficile da riempire. Però era un problema che in quel momento non potevo risolvere, la mia esistenza stessa era troppo debole e incerta.
Scaccia dalla mente tutti quei pensieri e sprofondai nel sonno.
 
Quando mi svegliai, la temperatura si era sorprendentemente abbassata. Per riflesso rabbrividii e mi strinsi bene nel cappotto. Il giorno stava calando. Mi alzai, spazzolai via i fili d'erba che mi erano rimasti attaccati addosso, e proprio in quel momento sentii un fiocco di neve toccarmi la guancia. Alzando lo sguardo al cielo vidi che le nubi erano molto più basse, molto più scure e minacciose di prima Il vento portava grossi fiocchi di neve dalla forma vaga che si posavano gentilmente al suolo.
L'inverno era arrivato.
Prima di andarmene da quel luogo guardai ancora una volta  la muraglia. Sotto il cielo scuro dove volteggiava la neve, si ergeva ancora più imponente nella sua perfezione. Osservandola, ebbi la sensazione che <<loro>> mi stessero scrutando. Mi stavano di fronte come creature primordiali appena svegliate. <<Perché sei venuto qui? - mi stavano chiedendo.- Cosa sei venuto a cercare?>>
Io però non sapevo rispondere. Quel breve sonno al freddo mi aveva tolto ogni calore, e aveva lasciato nella mia mente una sorta di vago, strano guazzabuglio. Avevo la sensazione che la mia testa fosse quella di un altro, nel corpo di un altro. Tutto era pesante e confuso.
Cercai di uscire dal bosco badando bene a non guardare la muraglia e mi affrettai verso il cancello orientale. La strada era lunga, e si faceva sempre più buio. Il mio senso dell'equilibrio era alterato, così dovetti fermarmi più volte lungo il cammino per respirare a fondo, trovare la forza di continuare e ridare coesione ai miei nervi. Perso nell'oscurità, sentivo qualcosa di pesante incombere su di me. Ebbi l'impressione di udire il suono del corno, che attraversò la mia coscienza senza lasciare traccia. [...] Non ricordo quanto tempo impiegai per raggiungere la biblioteca, so solo che camminai e camminai, indefinitamente, lungo la sponda del fiume. [...]
Lei andò a prendere chissà dove delle coperte, me le avvolse bene addosso e mi fece sdraiare davanti alla stufa. Nel farlo mi sfiorò la guancia coi capelli. Mi dissi che nonvolevo perderla, ma non sapevo se quel pensiero si generasse nella mia coscienza attuale o fosse un frammento di un vecchio ricordo tornato in superficie. Erano tante le cose che avevo perso, ed ero troppo stanco. Colto da quel sentimento di impotenza, percepivo il graduale allontanarsi della mia lucidità. Provai uno strano senso di dissociazione, come se il mio corpo non riuscisse a  fermare la mia coscienza che se ne andava. Non sapevo se restare col primo o abbandonarmi alla seconda.
-Murakami Haruki "La fine del mondo e il paese delle meraviglie"-

January 09

I miss you - Björk

I miss you
But I haven't met you yet
So special
But it hasn't happened yet
You are gorgeous
But I haven't met you yet
I remember
But it hasn't happened yet

And if you believe in dreams
Or what is more important
That a dream can come true
I, I will meet you
I was peaking

But it hasn't happened yet
I haven't been given
My best souvenir
I miss you
But I haven't met you yet
I know your habits
But wouldn't recognize you yet

And if you believe in dreams
Or what is more important
That a dream can come true
I miss you

I'm so impatient
I can't stand the wait
When will I get my cuddle?
Who are you?
I know by now that you'll arrive
By the time I stop waiting
I miss you

 
January 01

auguri part 2

In questo periodo i blog son pieni di resoconti, son pieni di ciò che si vorrebbe dall'anno nuovo... quest'anno non farò nulla di simile,a volte l'ho fatto, altre l'ho fatto a modo mio, quest'anno no, non ne ho voglia. So quel che c'è stato di buono, quel che c'è stato di meno buono, quel che non vorrei portarmi dietro e quel che invece mi aspetto. Ma rimarrà tutto per me, poi se vorrò scriverò qualcosa, altrimenti nulla di nulla! Qui, auguro solo a tutti un
BUON 2009! 
December 27

Neighborhood #4 (7 Kettles) - Arcade Fire

I am waitin' 'til I don't know when,
cause I'm sure it's gonna happen then.
Time keeps creepin' through the neighborhood,
killing old folks, wakin' up babies
just like we knew it would.

All the neighbors are startin' up a fire,
burning all the old folks the witches and the liars.
My eyes are covered by the hands of my unborn kids,
but my heart keeps watchin'
through the skin of my eyelids.

They say a watched pot won't ever boil,
well I closed my eyes and nothin' changed,
just some water getting hotter in the flames.

It's not a lover I want no more,
and it's not heaven I'm pining for,
but there's some spirit I used to know,
that's been drowned out by the radio!

They say a watched pot won't ever boil,
you can't raise a baby on motor oil,
just like a seed down in the soil
you gotta give it time.

December 25

auguri

メリ-クリスマス!
Buon Natale!!
 

December 18

Il calendario non sbaglia mai

Il calendario non sbaglia. Tra 3 giorni inizia l'inverno, tra 6 giorni è Natale. Eppure, quest'anno, il Natale mi sembra davvero lontanissimo. Potrebbero dirmi che è un qualsiasi giorno di novembre, ed io ci crederei. Sarà che tutto sommato non sono andata molto in giro. Sarà che come al solito in casa mia se non è come minimo il 20 dicembre l'albero di Natale non fa la sua comparsa (salvo poi restare anche fino a febbraio :D). Sarà che mi snerva un po' questo esonero di filologia, mi snerva psicologicamente. Non ne ho proprio voglia. Sarà che sono abituata al Natale a Roma. Sarà che non sono  ancora stata a Piazza Navona. Sarà anche che ancora non ho quasi per nulla fatto regali ?? :D (mi sa che devo darmi una mossa!)
Sinceramente son contenta che inizino le vacanze, ne ho bisogno. D'altra parte già so che passati i primi giorni inizierò ad annoiarmi. Però sento un  po' il bisogno di staccare. Stare tutti i giorni all'università mi stressa un po' ultimamente. Quindi ben venga un po' di riposo!
Sarà il nervoso e la non-voglia di studiare, ma sono un po' pensierosa stasera. Ed è una di quelle volte in cui non c'è un motivo in particolare. E' una di quelle volte in cui semplicemente penso che mi piacerebbe non essere  qui (geograficamente intendo!). Mi piacerebbe vedere come è l'atmosfera natalizia in altre città. Una su tutte, senza dubbio, New York! Ma penso che per ora mi accontenterò di aspettare il ritorno di Ely per vedere le sue foto di Parigi! Ah, quanto adoro le foto! Eppure negli ultimi tempi ne sto facendo sempre meno, e un po' la cosa mi dispiace!
Bene, dopo questo inutilissimo intervento (ma del resto metter sempre e solo canzoni non è molto coinvolgente), direi che posso fare un'ultimo sforzo, e sperare che chiusa l'università arrivi anche per me l'atmosfera natalizia (e direi che sarebbe anche ora ^_^) 

 
 

*ハチ*

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*Leggo*

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